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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Storia del territorio

Le origini del nome Arzana sono, ancora oggi, oscure. Secondo la teoria più accreditata, deriverebbe dal latino aer sana, che metteva in risalto l'aria buona che vi si respirava data la favorevole posizione geografica del paese.

Il Wagner propone anche un'accezione diversa del nome, riportandola ad un sostrato locale prelatino: deriverebbe da aroana = àrtsana, che significherebbe ''nebbia o brezza nociva alla frutta'', legandola alla voce barbaricina artanàre, ossia ''intirizzire'', relativo sia al bestiame (anzòne artanàdu), sia alla frutta (artanài = avvizzire).

Non è possibile risalire al momento della fondazione del paese nel suo attuale sito, ma la frequentazione del territorio è stata certamente in età prenuragica, come dimostra la presenza della domus de janas di Perdixi, e in epoca nuragica; sono, infatti, numerosi i resti di testimonianze archeologiche relative a questo periodo.

La totale assenza di scavi archeologici sistematici impedisce anche di tracciare un quadro completo della vita nel territorio arzanese anche per la fase romana, testimoniata in maniera parziale dal rinvenimento sporadico sul suolo comunale di ceramiche e monete di età imperiale, nonché dalla presenza dei ruderi di alcuni insediamenti.

Nel 1949, un'esplorazione archeologica ha rilevato l'esistenza di un villaggio romano-medievale, ad una quota di circa 944 metri, conosciuto da sempre e noto con il nome di Idda Silisè; nel 1800, presso i ruderi della chiesa di San Martino, erano ancora visibili le rovine di antichi bagni (probabilmente un impianto termale) come confermerebbe anche il nome della località, Is Bangius, il cui utilizzo parrebbe essere cessato circa due secoli prima. Risale alla fase della dominazione pisana il registro delle imposte dei paesi d'Ogliastra tra i quali compare Arsana. Vi si legge che: ''Il paese chiamato Arsana, delle montagne del già detto Giudicato di Ogliastra. Gli abitanti di questo paese devono pagare al Comune di Pisa, cioè ai suoi esattori che si trovano ora nel castello di Cagliari, dieci lire in due rate: una alla fine di gennaio e l'altra alla fine di agosto a cominciare da quello prossimo''.

Nel 1297 la Sardegna entrò nell'orbita aragonese al cui predominio riuscì a sottrarsi solo il Giudicato di Arborea. Relativo a questo periodo di dominazione spagnola è la menzione di Arzana in documenti del 1358 del Ripartimiento de Cerdena: è l'elenco dei paesi che dovevano pagare le imposte ai nuovi padroni.

L'Angius ci fornisce un quadro della situazione e delle condizioni di vita di Arzana nel XIX secolo, periodo turbolento e ricco di cambiamenti socio-politici. Dal suo racconto il paese risulta già diviso nei due rioni o borghi di Budacì e Barigau, e contava allora circa 150 case. Presso una chiesa distrutta, egli vede le ''rovine, probabilmente di antichi bagni'', il cui utilizzo parrebbe essere cessato circa due secoli prima. Il cimitero era contiguo alla chiesa parrocchiale poiché non era stato ancora realizzato un camposanto vero e proprio.

L'Angius ci fornisce anche uno spaccato della situazione socio-culturale del paese: parla di ''donne laboriose'', instancabili nel lavoro al telaio, le quali rifornivano con i loro tessuti non solo l'Ogliastra, ma anche alcuni paesi del Campidano; l'agricoltura era una delle voci economiche predominanti, si coltivava il grano, l'orzo, rigogliosa crescevano la vite e piante fruttifere di ogni tipo, soprattutto castagni, mandorli, ciliegi e meli. L'importante era anche l'allevamento del bestiame presso il Monte Argentu, rinomati ovunque i formaggi di produzione locale e l'estrazione del minerale di ferro.

Il territorio era conosciuto per l'abbondanza di fiumi e ruscelli: le acque sgorgavano copiose anche dalle numerose fontane all'interno dell'abitato, tra le quali lo studioso ricorda la sorgente Suja e quella di Macinisè. Negli ultimi decenni, il paese ha potenziato il settore turistico con l'organizzazione di sagre e manifestazioni, ricorrenze che hanno un forte potere di richiamo anche oltre i confini isolani e favoriscono la diffusione dei prodotti artigianali quali coltelli e legni lavorati, spesso più vicini ad opere d'arte che a semplici manufatti di uso comune, formaggi, salumi e dolci tipici.

Tra le manifestazioni che hanno guadagnato un posto fisso nel calendario degli eventi arzanesi da ricordare a giugno gli incontri ed i dibattiti scientifici sulle erbe officinali del Gennargentu e la festa religiosa per il patrono San Giovanni Battista, mentre alla fine di ottobre si tiene l'ormai celebre sagra gastronomica del ''Porcino d'Oro''.

Il testo è tratto da ''Ogliastra i Paesi'' distrubuito dalla Mediateca Ogliastrina, da pagina 13 a pagina 19. I testi sono scritti da Caterina Nieddu (Arzana)

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